Annunci
ultima ora

TARI, i comuni battono cassa

Conteggi irregolari, previsti nuovi ricorsi

Pagare le tasse, per gli italiani, è un tasto dolente. In Sicilia la situazione si aggrava ancor di più. Antonio Fiumefreddo, amministratore unico di Riscossione Sicilia, qualche settimana fa parlava di 52 miliardi di euro non riscossi negli ultimi 10 anni. Il problema è atavico, la normativa non aiuta, la confusione la fa da padrona. L’ultima indagine annuale di Federconsumatori sulla tassa sui rifiuti, la TARI, relativa ai capoluoghi di provincia, ha fatto emergere dati piuttosto preoccupanti. La tariffa siciliana è la seconda più alta in Italia, con una media di 381,06 euro (dati riferiti a una abitazione di 100 mq e tre componenti familiari). In tutta l’isola la tassa sui rifiuti è cresciuta in media del 23% rispetto al 2010. La determinazione, l’applicazione e la riscossione della tassa sui rifiuti 3430meriterebbe un approfondimento più completo. Dall’introduzione delle ATO in Sicilia, quanto e quando pagare, è stato un terno al lotto. Dapprima erano le società d’ambito che determinavano le tariffe, dopo ricorsi e balzelli vari la competenza passò ai sindaci, per finire in ultima analisi al consiglio comunale. Le commissioni tributarie siciliane negli anni si sono espresse in materia eterogenea e non hanno contribuito a fare chiarezza. Le carenze del servizio, le emergenze e l’alto costo per i cittadini hanno di fatto creato una disaffezione dal pagare la TARI. L’ultimo capitolo della vicenda lo stanno scrivendo le amministrazioni comunali nel tentativo di batter cassa. Nelle ultime settimane, in più comuni della Sicilia, moltissimi cittadini si sono trovati avvisi ed accertamenti a partire dal lontano 2011. A quel tempo la tassa per i rifiuti aveva un altro nome, TIA. Sulla Tariffa di Igiene Ambientale era già intervenuta anche la Corte Costituzionale con la sentenza 238/2009, riconoscendo la natura tributaria della TIA ed escludendo di fatto l’applicazione dell’IVA. Anche la Corte di Cassazione, con la sentenza 3756/2012, ha ribadito l’illegittimità dell’IVA sulla TIA. Mentre le associazioni di consumatori sono pronte a scendere nelle aule dei tribunali, le amministrazioni comunali, intanto, cercano soluzioni alternative. Da alcuni mesi hanno lanciato un’iniziativa che permette alle famiglie di avere un contributo pari all’importo della tassa rifiuti, a condizione che adottino un cucciolo. L’iniziativa sta riscuotendo successo in tutta Italia e sta prendendo piede anche in molti comuni siciliani. Mettere la parola fine alla questione pare impresa ardua. Pagare le tasse sarà anche bello, come disse l’allora ministro Padoa-Schioppa, ma pagarle correttamente è anche meglio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...