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C’era una volta il Carnevale …. a Castelvetrano

Cronaca di una tradizione che fu

Le tradizioni, gli usi, i costumi e le storie di un territorio sono tramandate da generazione a generazione, trovandone anche tracce scritte nero su bianco, con particolari iconografie, nelle pagine di cronaca o in libri storici. Questo di
certo non è il caso di Castelvetrano che, avendo tradizioni, usi, costumi, storie e storielle a iosa, fa di tutto per non ripetersi mai. Si dirà che è un bene, vuol dire che, rispettando le tradizioni, c’è inventiva e molta creatività. No, non è il nostro caso. Tra le tradizioni Castelvetrano vanta per le giornate carnascialesche “li jorna di li sdirri”, festeggiamenti che risalgono al XVII secolo, con la preparazione dsc_0467del carro allegorico di “Lu Nannu e la Nanna” che gira per le vie cittadine e il relativo “Testamentu” con conseguente “Abbruciatina”, momento conclusivo che segna la fine del Carnevale e l’inizio della Quaresima, le Sacre Ceneri.
Lodevole sembrava nel 2012 il programma politico dell’attuale Amministrazione Civica che prevedeva “la riscoperta e la valorizzazione di antiche tradizioni popolari che nei secoli hanno caratterizzato – come puntualmente riportato ogni anno in delibera – la storia e la vita di questa città, fra le quali un posto di rilievo occupa la ricorrenza del Carnevale”. Belle parole, lodevole iniziativa, peccato che le stesse siano rimaste solo belle parole scritte e che “la riscoperta e la valorizzazione di antiche tradizioni popolari” sia per l’attuale, giovane, sotto ogni punto di vista, Amministrazione solo una frase ad effetto. D’altronde, negli ultimi anni, dal palco il primo cittadino ha sempre ribadito: “Abbiamo voluto come Amministrazione riportare – ha sempre tenuto a precisare –  ‘l’abbruciatina di li nanni’, in una tradizione che si rispetti, nel sistema delle piazze, davanti al teatro Selinus”. Il limitarsi a questo contrasta non di poco con quanto ha rappresentato lo stesso, in nome della continuità, nella precedente amministrazione. Inoltre, il primo cittadino non ha fatto altro che mantenere quanto aveva precisato sin dal suo primo carnevale da sindaco. “Abbiamo ritenuto di portare avanti, tentando un rilancio – afferma puntualmente ogni anno l’attuale Sindaco – una tradizione che nel passato era molto amata in città, seppur con risorse molto limitate … cercheremo di dare nuova linfa ad antichi riti che rappresentano la memoria storica di questa città”. L’organizzazione dell’evento quest’anno è stata affidata all’associazione pro loco “Selinunte-Triscina”, rappresentata da Giuseppe Catalanotto, da non confondere con la storica pro Loco cittadina, e all’associazione culturale “La Rivista” di Antonino Romano. Alla prima viene concesso un contributo pari a €,6.500,00 per la realizzazione “di un programma di eventi da tenersi nei giorni 25, 26 e 28 febbraio pp. vv. e precisamente il 25 e 26 rivolto interamente ai bambini con balli in maschera presso i locali del Circolo della Gioventù”. E già su questi due giorni dedicati ai piccoli qualcosa non quadra. Vero è che al Circolo della Gioventù i bimbi ballano, sfilano e tirano coriandoli ma è anche vero che sia l’anzidetta pro loco che “La Rivista” non hanno nulla a che fare con il “Carnevale 2017”, organizzato direttamente dai soci del Circolo con la collaborazione di Elettra Eventi che offre per l’occasione “Animazione Disney, Angolo Foto Istantanee, sfilata delle mascherine, giochi a premi”, come ampiamente pubblicizzato su Facebook e nelle locandine sparse nei vari esercizi pubblici. Quindi, qualcosa non quadra. Ma la delibera G.M. 82.2017 precisa ancora che “la giornata del 28 febbraio, dalle ore 17,00, si terranno festeggiamenti con personaggi Disney, musica e balli carnevaleschi, seguirà la premiazione delle maschere ed a seguire, come da secolare tradizione, la lettura del testamento di lu Nannu e la Nanna e l’abbruciatina dei nanni”. Siamo al 27 febbraio ed ancora dei Nanni nemmeno l’ombra. Forse occorre chiamare “Chi l’ha visto”, anche se una risposta al quesito si legge nella dichiarazione dell’assessore alla cultura, Daniela Noto, spiegando che “la presentazione dei personaggi del Nannu e della Nanna” avverrà martedì 28 febbraio. E’ il caso di dire: “i tempi che furono, ahimè, non torneranno più”. Erano i tempi in cui ci si avvaleva delle figure di Peppe Salerno e Peppe Castelletti, passati a miglior vita, e dello storico gruppo, noto come “Li niputi di lu nannu e la nanna”, famoso dsc_0403.jpgai tempi perché in un capannone, dietro l’officina di un loro compagno di avventura, realizzava materialmente i due pupi carnascialeschi, tradizione che era stata rispettata sino a prima della loro sparizione dalle scene cittadine. Ogni anno, si aspettava con ansia “I niputi” che giravano in cerca di stoffe per cucire le vesti e poi dopo aver riempito le strutture in ferro con paglia e giornali si addobbavano i pupi. Quello che fino alla fine restava segreto erano le teste i cui capelli venivano fatti con la stoppa di canapa, utilizzata dagli idraulici. Alla fine ci si spruzzava la lacca argentata, utilizzata per colorare i capelli bianchi, e su coppola per il “Nannu” e veletta e scialle per la “Nanna”. I pupi sembravano quasi reali, una coppia di nonni giganti che giravano quattro giorni per il paese. Questa è la tradizione! Ma col tempo anche le migliori tradizioni devono adeguarsi. Sia per la mancanza di tempo, sia per la crisi, sia per perdita di passione e creatività, ci si limita ad acquistare il prodotto pronto dai cugini selinuntini di Sciacca o Montevago. Interi carri realizzati solo in carta pesta. Altra tradizione, altra storia. Ma a Castelvetrano per il sindaco Errante “Una tradizione che si rispetti è” solo “riportare ‘l’abbruciatina di li nanni’ nel sistema delle piazze, davanti al teatro Selinus”. Oggi di quel carnevale è rimasta solo l’intenzione, perché dello spirito e delle tradizioni carnascialesche bisogna affidarsi proprio a quell’agognata “memoria storica”. Sicuramente, dopo questa carnascialesca lezione, abbiamo imparato che per “una tradizione che si rispetti” quello che conta è il nome e il luogo (davanti il Selinus) di dove si svolge una tradizione e non anche e soprattutto i contenuti, siano essi usi, costumi, tradizioni popolari e/o religiose. Ma è la cultura dei giorni nostri che ci insegna che “tutto fa brodo”, anche utilizzare parole a casaccio senza comprenderne la reale rilevanza. Quest’anno, forse perché al termine del mandato, il sindaco ha voluto dare un tocco più giovanile al “fantomatico” carnevale tradizionale, affidando a “La Rivista” un contributo di €. 2.500,00, “finalizzato alla realizzazione di un evento di intrattenimento, programmato nel Sistema delle Piazze nella serata del 28 febbraio 2017, a cui prenderanno parte la vincitrice dell’edizione 2016 del “Grande Fratello” Alessia Macari, ed il Dj, produttore, modello e personaggio televisivo, Gianluca Argante”. Certo è che alla fine per il carnevale di quest’anno l’amministrazione cittadina uscirà complessivamente €.9.000,00, convinta di contribuire “a creare opportunità di valorizzazione e promozione del nostro territorio, delle sue tradizioni culturali e, nel contempo, offre – recita la delibera G.M. 82.2017 – l’opportunità di creare momenti di intrattenimento e di aggregazione sociale per l’intera collettività”. Collettività che intanto vedendo piazza e strade deserte si è trasferita a Sciacca, Montevago ed anche a Mazara del Vallo. Oggi non ci resta che attendere il testamento di lu Nannu e la Nanna e vivere con ottimismo ogni momento, anche solo di ricordi e fantasia, quale auspicio di tempi migliori, anche solo se fosse per quella “memoria storica”, utilizzata da Felice Errante impropriamente.

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