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A cosa servono le primarie quando i giochi sono fatti. Ecco il nuovo che sa di vecchio

Il deja vu. Pompeo contro tutti … o quasi.

Gianni Pompeo è candidato a sindaco di Castelvetrano, di nuovo, questa volta con il Partito Democratico. Bisogna fare un passo pomstuperindietro nel tempo, a circa cinque anni fa, quando l’ormai uscente sindaco Pompeo, in carico dal 2001 al 2012, lanciò la candidatura di Felice Errante con una coalizione che avrebbe di fatto precorso i tempi. Cin
que anni or sono si trovarono insieme pezzi dell’amministrazione uscente, Udc e Città Nuova, con il Fli di Errante e il Pd castelvetranese. L’accordo è molto ampio, in ballo di lì a breve ci saranno le regionali. In gioco non c’è solo la piazza belicina, ma anche quella marsalese con l’allora candidato sindaco per Marsala, Giulia Adamo che, in quota Udc, ha siglato lo stesso accordo con le forze lilibetane. Il ritrovato asse Pompeo-Adamo ha lasciato, inevitabilmente, degli strascichi. A Castelvetrano, il candidato in pectore Francesco Lombardo, presidente del consiglio uscente in quota Udc, è stato, così, costretto ad inghiottire l’ennesimo amaro boccone e obbedire agli ordini del partito. A Marsala, il referente di Fli era Massimo Grillo, che invece ha appoggiato un altro candidato. La storia ci ha consegnato le vittorie di Errante e di Adamo. Subito dopo Pompeo è stato “trombato” alle regionali, segnando la vittoria di Lo Sciuto, Turano e Gucciardi. L’idillio dell’amministrazione castelvetranese, però, è durato, a fatica, solo un paio d’anni. Come già ricordato, sia l’Udc che il Pd, infatti, sono stati esclusi dalla maggioranza.  La posizione di Pompeo, all’interno dello scudo crociato, è precipitata con le amministrative del 2013 a Castellammare del Golfo, dove si è consumato lo scontro con il “nemico” di sempre, l’on. Mimmo Turano. In quell’occasione Pompeo ebbe a manifestare forti preoccupazioni per il futuro dell’Udc in provincia di Trapani. Il candidato sindaco del Pdl e dell’Udc, Pietro Russo, sostenuto dal sen. d’Alì, ha subito una pesante sconfitta, arrivando solamente terzo. Ma fra i perdenti c’è anche il deputato Turano, che per portare il simbolo dell’Udc al candidato del Pdl, in contraddizione con tutta la linea provinciale, ha dovuto registrare la sconfitta. A Castellamare, infatti, ha vinto Nicolò Coppola, sostenuto, senza simbolo ufficiale, dall’Udc provinciale, con a capo Giulia Adamo e Gianni Pompeo che non poteva accettare “un partito a trazione Turano, perché destinato a fallire”. Per cui ha annunciato che sarebbe rimasto in attesa sino a quando i vertici nazionali avrebbero deciso la posizione da seguire. In caso di risposte non concrete, lui ed i suoi amici avrebbero valutato l’ipotesi “di restare in questo partito o cambiare area”. Ed è proprio da quel momento che Pompeo ha cominciato a guardarsi attorno e tastare il terreno in Forza Italia con le elezioni europee del 2014, appoggiando il candidato Salvatore Iacolino, partito senza una guida provinciale dato il passaggio del senatore d’Alì all’Ncd. Il flirt è durato solo poche settimane, fin quando Berlusconi ha deciso di riorganizzare la compagine azzurra e richiamare i suoi. Il sen. d’Alì è pertanto rientrato in Forza Italia e, inevitabilmente, si sono ristretti gli spazi per Pompeo che con il senatore trapanese, dopo il periodo dell’Elefantino, non ha avuto più un buon rapporto. Si è di conseguenza concretizzata l’adesione al Pd che, come lo stesso ex sindaco, aveva dei conti aperti con Errante. Quest’ultimo, infatti, aveva nel frattempo stretto accordi diversi, cambiando alleanze e maggioranze. Dopo un susseguirsi di voci e smentite, è arrivata l’ufficialità della ricandidatura a sindaco, sostenuto dal Pd, Città Nuova, Castelvetrano Avvenire e Obiettivo Città ed è indicato come “autorevole garante del programma politico dell’intera coalizione e di un’attività amministrativa che miri ad affermare la centralità della persona e il rispetto della legalità”. Le reazioni non si sono fatte attendere. Il primo ad intervenire è stato proprio Francesco Lombardo, indicato come l’antagonista di Pompeo, nelle primarie mai celebrate, che parla di “una candidatura arrivata attraverso un modus operandi a dir poco bizzarro, con scelte che partono dalle stanze dei palazzi alti e che vengono trasmesse alla base, senza che il popolo possa mai effettivamente scegliere”. Una presa di posizione nettamente in contrasto, che fa scaturire riflessioni sul futuro. Anzi, è lo stesso Lombardo a dichiarare di dover riflettere sulla linea politica da seguire e guarda già al gruppo Perricone e company.

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